Lezione REACH per ispettori veneti: “Correlazioni tra le normative europee in tema di salute e sicurezza chimica”
Mercoledì 15 maggio ho tenuto una lezione rivolta agli ispettori REACH della Regione Veneto nell'ambito del piano nazionale di controllo Ref12. Il tema dell'intervento – le correlazioni tra le normative europee in materia di salute e sicurezza chimica – è oggi centrale per comprendere l'evoluzione del sistema regolatorio e per garantire controlli realmente efficaci.
Il quadro normativo europeo in ambito chimico non è composto da singoli regolamenti isolati, ma da un sistema integrato che richiede una lettura coordinata. Il Regolamento REACH e il Regolamento CLP costituiscono i pilastri della disciplina europea sulle sostanze e miscele chimiche, con l'obiettivo di garantire un elevato livello di tutela della salute umana e dell'ambiente.
Tuttavia, l'efficacia di questi strumenti dipende in modo determinante dalla qualità e dall'armonizzazione delle attività di controllo svolte dagli Stati membri. Il sistema europeo prevede infatti che l'enforcement sia affidato alle autorità nazionali, coordinate anche attraverso il Forum per lo scambio di informazioni sull'attività di vigilanza istituito presso l'Agenzia europea delle sostanze chimiche.
In Italia, l'organizzazione dei controlli si fonda sugli Accordi Stato-Regioni del 29 ottobre 2009 (Rep. Atti CSR 181/2009) e del 6 dicembre 2017 (Rep. Atti CSR 213/2017), che hanno definito un modello strutturato di vigilanza, basato su piani nazionali annuali e su un coordinamento tra autorità centrali e territoriali.

Durante la lezione ho approfondito tre ambiti di particolare rilevanza.
Il primo riguarda gli aggiornamenti introdotti dal Regolamento (UE) 2019/1020 sulla sorveglianza del mercato, che ha rafforzato gli strumenti a disposizione delle autorità di controllo, in particolare rispetto alle vendite online e ai prodotti provenienti da Paesi terzi. Questo regolamento ha un impatto trasversale e incide direttamente anche sulle modalità di verifica in ambito REACH e CLP.
Il secondo ambito concerne l'evoluzione delle modalità di vigilanza, sempre più orientate a controlli mirati, basati sull'analisi del rischio e sull'integrazione delle banche dati disponibili a livello europeo e nazionale.
Il terzo, e più strategico, riguarda le correlazioni tra REACH e le altre normative europee in materia di salute e sicurezza chimica, tra cui il Regolamento sui biocidi (BPR) e la Direttiva Seveso III. Le imprese, così come le autorità di controllo, non possono più permettersi una lettura compartimentata delle disposizioni: classificazione, autorizzazione, restrizione, immissione sul mercato e gestione del rischio industriale sono aspetti profondamente interconnessi.
La formazione continua degli ispettori rappresenta quindi un elemento essenziale per garantire un'applicazione coerente e tecnicamente solida delle normative europee. Un ispettore aggiornato non è soltanto più efficace nell'individuare eventuali non conformità, ma contribuisce in modo determinante all'armonizzazione delle prassi di controllo e alla costruzione di un dialogo tecnico costruttivo con le imprese.
In un contesto normativo complesso e in costante evoluzione, la qualità del controllo pubblico diventa un fattore strategico per la competitività del sistema produttivo e per la tutela della salute collettiva.
Investire nella formazione degli ispettori REACH significa rafforzare l'intero sistema: imprese più consapevoli, autorità più preparate, cittadini e ambiente meglio tutelati. È in questa integrazione tra competenza tecnica e responsabilità istituzionale che si gioca l'effettiva efficacia della regolazione europea sulle sostanze chimiche.

